Chiediamo l’introduzione di un congedo familiare di 18 settimane per entrambi i genitori.
3616 persone hanno già firmato. Aiutaci a raggiungere l'obiettivo di 4000!
La Svizzera ha bisogno di costruire una grande opera intergenerazionale che muova la nostra società verso il futuro. Un paese che vuole sia i figli che la manodopera deve investire nella conciliazione tra famiglia e lavoro. È anche necessario che i genitori possano essere presenti per i loro figli senza perderci sul reddito e la pensione. Ogni franco che investiamo in questo progetto porta molto di più alla nostra società e alla nostra economia: alleggerendo il carico familiare, sosteniamo i bambini e facilitiamo il mantenimento dell’attività professionale dei genitori.
Per incoraggiare l’attività professionale, lottare contro la penuria di manodopera e favorire la coesione tra le generazioni in Svizzera chiediamo un congedo familiare di 18 settimane per le madri e di 18 settimane per i padri.
Ecco perché l’iniziativa sul congedo familiare è necessaria:
I genitori vogliono e hanno bisogno più tempo per la loro famiglia dopo la nascita di un figlio. Le settimane e i mesi che seguono la nascita di un figlio sono generalmente molto intensi e estenuanti. Riprendere il lavoro poco tempo dopo la nascita è una fonte di stress e di pressione.
Le madri e i padri devono avere la possibilità di passare del tempo con la loro famiglia e il neonato.
La genitorialità è una responsabilità condivisa. Il lavoro di cura e il lavoro familiare devono essere ripartiti fin dall’inizio nel modo più equo possibile. È importante che i genitori possano fin da subito essere entrambi nello stesso modo un riferimento per i figli e assumersi una responsabilità equivalente.
Il congedo familiare paritario – 18 settimane per ciascuno – garantisce che gli stereotipi del passato riguardo al lavoro di cura evolvano e che finalmente raggiungiamo la parità nelle famiglie.
Oggi esiste una chiara discriminazione diretta e indiretta sulle donne a partire dalla nascita del primo figlio (licenziamento o rifiuto di una promozione a causa della maternità, tasso d’occupazione ridotto, ammanco nel Secondo pilastro, salario, ecc.). Un congedo familiare permette alle madri di tornare al lavoro prima e a un ritmo più elevato dopo la nascita di un figlio. Senza il sostegno del padre molte madri, ritenendo il bambino troppo piccolo per affidarlo a una terza persona, prolungano il congedo maternità a proprie spese. Questo non sarà più necessario perché il padre potrà occuparsene.
Il congedo familiare permette in particolare alle madri di riprendere la loro attività professionale dopo il parto più rapidamente e a un tasso d’occupazione più elevato perché l’altro genitore partecipa maggiormente ai compiti di cura. Il congedo familiare rinforza la conciliazione della vita familiare con la vita professionale, la sicurezza finanziaria e la protezione sociale delle madri.
L’esperienza di altri paesi mostra che una ripartizione equa delle responsabilità tra i genitori migliora la situazione delle donne sul mercato del lavoro e riduce le differenze nella remunerazione.
Tra il 15 e il 20% delle giovani madri soffre di depressione postnatale, e anche i padri ne sono toccati. Gli studi mostrano che un periodo di congedo familiare più lungo riduce il rischio di depressione postpartum. Si constata pure un miglioramento del benessere generale del bambino.
Il 5% dei genitori in Svizzera soffrono di “burnout parentale”. Il tempo passato con la famiglia contribuisce a prevenire le malattie psichiche e legate allo stress e ha quindi effetti positivi sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’economia ha bisogno di tutte le donne qualificate per il mercato del lavoro. Il congedo familiare contribuisce alla lotta contro la penuria di manodopera: ogni anno verrà creato l’equivalente di 2’500 posti di lavoro a tempo pieno supplementari.
Un congedo familiare previsto dalla legge crea una situazione di parità nell’economia: non sono più solo le grandi aziende che possono offrire un congedo familiare, ma anche le piccole e medie imprese e le imprese delle regioni con infrastrutture insufficienti.